Trasferirti in Italia per lavoro può dimezzare le tasse sul tuo reddito. È il regime agevolato per lavoratori impatriati, che molti chiamano ancora "rientro dei cervelli". Dal 2024, però, le regole sono cambiate: la detassazione oggi è del 50% (60% con figli minori), non più il 70–90% del vecchio regime che si trova ancora scritto ovunque.
Questa guida spiega quanto risparmi davvero, se rientri nei requisiti e come si accede, con i dati aggiornati al 2026.
Cos'è il regime impatriati (e perché lo chiamano "rientro dei cervelli")
Il regime impatriati è un'agevolazione fiscale per chi trasferisce la residenza fiscale in Italia per lavorare. Il meccanismo è lineare: una parte del reddito da lavoro non viene tassata. Con le regole in vigore dal 2024 (D.Lgs. 209/2023) concorre a formare il reddito imponibile IRPEF solo il 50% di quanto guadagni; l'altra metà è esente.
Un esempio lampo: con una RAL di 60.000 euro, l'IRPEF si calcola solo su 30.000. L'imposta si riduce parecchio, e per più anni.
"Rientro dei cervelli" è il nome popolare, nato attorno all'obiettivo di attrarre in Italia lavoratori qualificati — spesso italiani che tornano dall'estero, ma non solo. Nei documenti dell'Agenzia delle Entrate il nome è "regime agevolato per lavoratori impatriati".
Un avviso onesto prima dei numeri: è materia fiscale, con molti casi particolari. Questa guida ti orienta e ti dà i riferimenti giusti, ma prima di decidere sul tuo caso conviene far verificare la situazione a un commercialista.
Quanto risparmi davvero: 50%, 60% con figli, tetto di 600.000 euro
La regola base: concorre al reddito imponibile solo il 50% del reddito da lavoro agevolabile. La quota esente sale al 60% (quindi concorre solo il 40%) se hai un figlio minore, oppure se un figlio nasce o viene adottato durante il periodo di agevolazione.
C'è un tetto: l'agevolazione vale fino a 600.000 euro di reddito all'anno; la parte eccedente è tassata in modo ordinario.
Per capire come una RAL diventa netto, e quanto pesano IRPEF e addizionali, vedi la guida stipendio netto da lordo; per una stima rapida usa il calcolatore RAL → Netto, che applica le aliquote piene — il regime agisce prima, riducendo la base imponibile su cui quelle aliquote si calcolano.
Quali redditi copre: lavoro dipendente, redditi assimilati a quello dipendente e lavoro autonomo (arti e professioni). Sono esclusi i redditi d'impresa.
Hai i requisiti? La checklist
Il regime non è automatico: servono requisiti precisi. Ecco quelli che contano.
- Non essere stato residente fiscale in Italia nei 3 periodi d'imposta precedenti al trasferimento.
- Impegnarti a risiedere fiscalmente in Italia per almeno 4 anni. Se non mantieni la residenza, decadi dall'agevolazione e devi restituire i benefici goduti, con gli interessi.
- Svolgere l'attività lavorativa prevalentemente in Italia (per la maggior parte del periodo d'imposta).
- Elevata qualificazione o specializzazione. Qui c'è un punto utile: l'Agenzia delle Entrate ha chiarito (risposte 71 e 74) che non serve per forza la laurea — vale anche un'esperienza professionale qualificata documentata.
Esiste poi un caso più severo, il rientro intra-gruppo (torni a lavorare per lo stesso datore estero o per un'azienda del suo gruppo): lì il requisito di non-residenza si allunga. Lo riprendiamo tra i casi particolari.
Vecchio regime (70/90%) contro nuovo (50/60%): quale si applica a te
Online trovi percentuali diverse, e non è un errore: dipende da quando hai trasferito la residenza fiscale. Chi si è trasferito entro il 31 dicembre 2023 ricade nel vecchio regime (art. 16 del D.Lgs. 147/2015), ancora valido per quella finestra; chi si trasferisce dal 1° gennaio 2024 nel nuovo regime (D.Lgs. 209/2023).
| Vecchio regime | Nuovo (dal 2024) | |
|---|---|---|
| Detassazione | 70% | 50% (60% con figli) |
| Bonus Sud | Sì, fino al 90% | No |
| Chi riguarda | Fino al 31/12/2023 | Dal 1/1/2024 |
Attenzione all'equivoco più diffuso: il 70% e il 90% con il bonus Sud appartengono solo al vecchio regime. Il nuovo non ha alcuna maggiorazione per il Sud — è 50%, o 60% con figli, ovunque in Italia. Se leggi "90%" riferito a un trasferimento del 2024 o 2025, l'informazione è vecchia.
Casi particolari: partita IVA, smart working, rientro intra-gruppo
Alcune situazioni cambiano l'accesso o le condizioni, e vale la pena isolarle.
- Partita IVA. Il regime copre il lavoro autonomo (arti e professioni): un professionista con partita IVA può accedere alle stesse condizioni. Restano fuori i redditi d'impresa — l'attività d'impresa vera e propria non rientra.
- Smart working per un datore estero. È una delle novità confermate: chi sposta la residenza in Italia e lavora da remoto per un'azienda estera può rientrare nel regime (l'Agenzia lo ha ammesso in più risposte). Conta che l'attività sia svolta prevalentemente dall'Italia.
- Rientro intra-gruppo. Se torni a lavorare per lo stesso datore che avevi all'estero, o per una società del suo gruppo, il requisito di non-residenza sale: 6 anni se prima non eri stato impiegato in Italia per quel datore o gruppo, 7 anni se lo eri già stato. È una regola anti-abuso, per evitare trasferimenti costruiti solo per ottenere lo sconto.
Durata, proroghe e come si perde (decadenza)
L'agevolazione dura 5 periodi d'imposta: l'anno in cui trasferisci la residenza più i 4 successivi. Chiusa la finestra, il reddito torna a tassazione piena.
Esiste una proroga di 3 anni, ma con condizioni strette: vale solo per chi si è iscritto all'anagrafe della popolazione residente in Italia nel 2024 e ha acquistato un immobile residenziale in Italia entro il 31 dicembre 2023. Fuori da questo incastro di date, la proroga non spetta.
Come si accede: la procedura
L'accesso cambia in base al tipo di reddito.
- Lavoratori dipendenti. Presenti una richiesta scritta al datore di lavoro che applica la detassazione direttamente in busta paga (trattiene le imposte solo sulla quota imponibile ridotta). Se non fai la richiesta, o il datore non la applica, puoi comunque recuperare l'agevolazione in dichiarazione dei redditi.
- Lavoratori autonomi. Applichi il beneficio in dichiarazione dei redditi, indicando la quota di reddito esente.
In entrambi i casi tieni pronta la documentazione che prova i requisiti: la residenza estera nei periodi richiesti, la data del trasferimento, l'attività svolta in Italia e la qualificazione. Serve in caso di controllo.
Vista la quantità di incroci — date, requisiti, tipo di reddito — questo è il punto in cui un commercialista fa la differenza: una svista sui requisiti o sulle date può costare l'intera agevolazione.
Cosa cambia nel 2026 e nel 2027
Per chi rientra ora la notizia è la stabilità: nel 2026 le regole restano quelle introdotte nel 2024, senza modifiche. La normativa è stata ritoccata a fine 2025 (la Legge 132/2025 ha aggiornato l'articolo 5), senza però stravolgere l'impianto per chi si trasferisce oggi.
La novità da tenere d'occhio arriva dal 2027: il D.L. 38/2026 introduce il divieto di cumulo tra il regime impatriati e la flat tax per neo-residenti (l'imposta sostitutiva forfettaria per chi porta in Italia redditi esteri). Dal 2027 si sceglie l'uno o l'altra, non entrambi. Per chi valuta il rientro adesso non cambia nulla di immediato, ma conviene saperlo se il tuo caso tocca anche redditi esteri.
Domande frequenti
Quanto dura l'agevolazione?
Cinque periodi d'imposta: l'anno del trasferimento più i quattro successivi. In un caso specifico (iscrizione anagrafica nel 2024 e casa acquistata in Italia entro il 31 dicembre 2023) si aggiungono 3 anni.
Vale anche senza laurea?
Sì. L'Agenzia delle Entrate ha chiarito (risposte 71 e 74) che il requisito di elevata qualificazione o specializzazione può essere soddisfatto anche da un'esperienza professionale qualificata, non solo dal titolo di studio.
Il regime copre la partita IVA?
Sì per il lavoro autonomo (arti e professioni): un professionista con partita IVA può accedere alle stesse condizioni. Sono invece esclusi i redditi d'impresa.
Mi sono trasferito nel 2023: che regime ho?
Il vecchio regime (art. 16 del D.Lgs. 147/2015), con detassazione del 70% (90% in alcune regioni del Sud). Il nuovo 50/60% riguarda solo i trasferimenti dal 1° gennaio 2024.
Posso accedere lavorando in smart working per un'azienda estera?
Sì, è tra le situazioni ammesse: se trasferisci la residenza in Italia e svolgi l'attività prevalentemente dall'Italia, il regime si applica anche con un datore estero.
Cosa perdo se lascio l'Italia prima di 4 anni?
Decadi dall'agevolazione: devi restituire i benefici fiscali goduti, con gli interessi. L'impegno a restare fiscalmente residente per almeno 4 anni è una condizione, non un'opzione.
Quanto reddito posso agevolare?
Fino a 600.000 euro all'anno. La parte di reddito oltre questo tetto è tassata in modo ordinario.
Posso cumularlo con la flat tax per neo-residenti?
Fino al 2026 la convenienza va valutata caso per caso con un professionista. Dal 2027 il D.L. 38/2026 vieta il cumulo: si sceglie il regime impatriati oppure la flat tax neo-residenti, non entrambi.